Marica Moscati senior lecturer in family law

Che lavoro fai? Meet Marica Moscati: a senior lecturer fighting for equal rights

Che lavoro fai? Marica Moscati

Meet Marica: a senior lecturer fighting for equal rights

For our “Che lavoro fai?” section, we chatted to Marica Moscati, who is nominated for the Law Teacher of the Year award.

“I realised that a chapter in my life was coming to a close and I left for London, bringing my weird and wonderful baggage along for the ride”.

Hi Marica, what kind of job do you do?

I am a senior lecturer in family law, so my work mainly consists of research and teaching. 

What does your working day look like? 

My working day involves endless discoveries. I’m lucky enough to work in a university environment, which means working with knowledge, questions and answers. My working day includes teaching, research, administration, and looking after students doing their PhDs, etc. Every day is different. Some days I do more teaching, and on others, I carry out research, or attend meetings, all of which tend to differ. 

How long have you been doing your job? 

I started teaching while doing my PhD in London in 2007, but it became a more fleshed-out role in 2011, when I started teaching at various universities across England. I started teaching and researching on a full-time basis in January 2015 at the University of Sussex, where I still teach. 

When and why did you choose to leave Italy? 

I have been in the UK since 2005. I left because I wanted to take a gap year from work to do a Master’s degree in London. I was lucky enough to meet a professor who later became and still is my mentor. At some point, he said to me, “Why don’t you do a PhD?”. It had always been my life goal but I didn’t think it was possible in Italy, or at least, it seemed to come with a lot of difficulties. So, I decided to stay in the UK and quit my job without a second thought.

What did you do in Italy? 

I was working as a programme officer for Save the Children Italy, and in the meantime, I’d started to work as a lawyer for a firm in Rome. 

Tell us a bit about your life journey so far. 

I graduated in law back in Italy, while I was working as a dancer for a company. I then moved to Rome where I started training to become a magistrate while working for a law firm. In the meantime, I was involved in an accident that put my life on hold for a year, but I still managed to pass the bar that year, plus an exam to teach law and economics at high school. During my studies, I spent a lot of time thinking, like most of my generation. I aspired to be like Falcone and Borsellino (two anti-mafia magistrates who were assassinated), but I later realised I didn’t want to become a magistrate. I followed my heart, which lead me to channel my knowledge and passion into social justice. As soon as I was back on my feet I returned to Rome, and then 9/11 happened. I said to myself,  “You have to follow your heart”, and contacted Save the Children asking if they needed any help. It turned out they needed someone to oversee child exploitation in the cocoa industry. I learnt everything I could on the matter, got hired and started a proper job focusing on social issues while also volunteering with a community of drug addicts. After Save the Children, I realised that a chapter in my life was coming to a close and I left for London, bringing my weird and wonderful baggage along for the ride.

Do you like your job? 

I’m very lucky to do a job I like, which means I don’t suffer much in terms of working hours or stress. It’s the job I have always wanted to do. I really like researching, but also teaching, because I view them both as tools we can use to change the world for the better. I’m also lucky enough to work with young people. Walking into the classroom and seeing their wonderful faces, and watching them grown, learn, and transform is truly wonderful. I really enjoy it.

Were you more focused on leaving Italy or looking for something new? 

I’d always had a passion for comparative law, and I’d always wanted to learn more about non-Western cultures, and the UK allowed me to do just that. But, I have to say, I also needed a change. I had lost my passion for work. Now I am happy because I get to learn new things every day, thanks also to SOAS University, which completely opened my mind.

 

 

 

Che lavoro fai? Marica Moscati

Abbiamo incontrato Marica: senior lecturer che lotta per la parita di diritti

Per la rubrica ”Che lavoro fai?” abbiamo fatto una chiaccherata con Marica Moscati, candidata al premio per law teacher of the year.

”…ho capito che si stava chiudendo un ciclo e, come ti dicevo, sono partita per Londra, portandomi tutto il
meraviglioso carrozzone che è la mia vita…”

Ciao Marica, che lavoro fai?

Io sono una senior lecturer in family law, quindi il mio lavoro è principalmente ricerca ed insegnamento.

Se dovessi descrivere una tua giornata di lavoro come si svolgerebbe?

I miei giorni lavorativi sono una continua scoperta, perché sostanzialmente sono fortunata a lavorare in università, di conseguenza lavorare con il sapere, domande e risposte. La mia giornata lavorativa include l’insegnamento, la ricerca, la parte amministrativa occupandomi degli studenti, dei dottorandi etc. Le mie giornate sono una diversa dall’altra, ad esempio certe giornate sono più caratterizzate dall’insegnamento, altre dalla ricerca ed altre da meeting ed incontri che a loro volta variano l’uno dall’altro.

Da quanto fai questo lavoro?

Ho iniziato nel 2007 ad insegnare durante il dottorato a Londra, è però diventato così comprensivo nel 2011 insegnando in varie università in Inghilterra, per poi permettermi di raggiungere l’insegnamento a tempo pieno come ti dicevo fatto inoltre di ricerca etc nel Gennaio 2015 presso l’università del Sussex, dove insegno tutt’ora.

Quando e perché hai scelto di partire?

Io sono in UK dal 2005, sono arrivata perché avevo deciso di prendermi un anno di pausa dal lavoro in Italia per fare un master qui a Londra, ho avuto la fortuna di incontrare un professore che poi è diventato ed è tutt’ora il mio mentore che mi ha chiesto ‘Ma perché non fai un dottorato?’ E’ sempre stato un po il sogno della mia vita ma in Italia non lo vedevo possibile, o comunque con molte più difficoltà, quindi senza pensarci un secondo ho deciso di restare in UK lasciando il mio lavoro.

Che lavoro facevi in Italia?

Lavoravo come program officer per save the children Italia, e nel mentre avevo iniziato a fare l’avvocato per uno studio legale a Roma.

Quindi il tuo percorso qual’e’ stato?

Mi sono laureata in Italia in giurisprudenza, nel mentre facevo danza in una compagnia, poi mi sono trasferita a Roma dove ho iniziato un corso di magistratura e nel mentre collaboravo in uno studio legale. Nel mentre ho avuto un incidente che mi ha bloccato per un anno in senso fisico, ma in quell’anno ho superato l’esame da avvocato ed ho superato l’esame per insegnare alle scuole superiori diritto ed economia. Nel frattempo ho riflettuto, durante i miei studi, come gran parte della mia generazione, volevo essere come Falcone e Borsellino, ma ho capito che non volevo fare il magistrato, il mio cuore mi porta a utilizzare la mia conoscenza e passione per la giustizia sociale. Appena rimessami in sesto tornai a Roma, successe l’11 Settembre 2001, mi dissi che in questo mondo bisogna fare ciò che comanda il cuore, ho bussato all’ufficio di save the children chiedendo se servisse una mano. In quel momento serviva qualcuno che seguisse lo sfruttamento minorile all’interno dell industria del cacao, e con tutta la mia passione ho imparato, poi sono stata assunta e ho iniziato il vero impiego sul sociale, con poi volontariato in una comunità di tossicodipendenti, in tutto questo, prima dell’incidente. Dopo save the children, ho capito che si stava chiudendo un ciclo e, come ti dicevo, sono partita per Londra, portandomi tutto il meraviglioso carrozzone che è la mia vita.

Ti piace il tuo lavoro?

Io sono fortunata perchè faccio un lavoro che mi piace, quindi non sento il peso delle ore e dello stress. È un lavoro che ho sempre voluto fare, mi piace tanto la ricerca ma anche insegnare, perché vedo l’insegnamento e la ricerca come strumenti per poter cambiare in meglio il mondo, sono fortunata ad essere a contatto con i giovani, entrare in classe e vedere quelle facce meravigliose con le quali si cresce e si impara insieme vedendo le trasformazioni è meraviglioso, mi diverto.

Era più un lasciare l’Italia o cercare qualcosa di nuovo?

Io ho sempre avuto una passione per il diritto comparato, ed ho sempre voluto imparare di più riguardo le culture non occidentali e qui mi sarei potuta formare di più a riguardo. Ma da dire è anche che avevo bisogno di un cambiamento, avevo perso la passione e la gioia di andare in ufficio, invece adesso sono contenta, perché ogni giorno sono curiosa di scoprire di più, ed è stato anche grazie alla SOAS come università che mi
ha aperto la mente.

Marica Moscati raising awareness around menstrual health

Would you change anything if you could start over? 

I would do everything I did in exactly the same way. Looking back now, it all makes sense, the dancing, the advocacy, Save the Children, dipping a toe into the world of magistrates and deciding it wasn’t for me, volunteering with drug addicts, the activism, assisting a campaign to raise awareness around menstrual health, it all makes sense now. It has all contributed to my research and teaching activities, in that research isn’t the end goal but rather a tool with which to change the world. 

How much has the UK changed since you arrived? 

It has changed a lot. I think Brexit will limit exchange, communication and comparison, resulting in cultural impoverishment. Fortunately, we have London. I am a Londoner, and I think it’s the most beautiful city in the world thanks to its energy and unique diversity.

Do you miss Italy? Will you go back? If you did go back, would you be able to do the same job in Italy? 

No, I think those of us who live in other countries will always be in-between, and miss something from that other place. I love Italy, and all this searching, celebration, and passion is because I am Italian. I love Italy but I would only return for a holiday or to retire.

Do you have any advice for people who have just left Italy? 

Live 28 hours a day. Try to try, feel, and experience everything life throws at you. Be yourself, enquire with pride, and keep moving. 

Any advice for the UK?

Open up to the world and let yourself go a little by teaching and learning. 

Any advice for Italy? 

Believe in yourself. 

Se potessi ricominciare cambieresti qualcosa? 

Rifarei subito tutto quello che ho fatto e lo rifarei alla stessa maniera, ora sta tornando tutto, la danza,  l’avvocatura, save the children, aver tentato nella magistratura che però non volevo fare, il volontariato con i  tossicodipendenti, l’attivismo, la campagna di sensibilizzazione verso l’accesso sanitario mestruale, torna  tutto. Tutto va a convogliare a quello che sono adesso in ricerca ed insegnamento, dove la ricerca non è fine a se stessa ma al cambiamento del mondo. 

Quanto è cambiata la Gran Bretagna da quando sei arrivata tu? 

E’ cambiata tantissimo, credo che Brexit limiterà lo scambio e quindi la comunicazione ed il confronto, un  impoverimento culturale, fortunatamente c’è Londra, Io sono una Londoner, e per me è la città più bella del  mondo, con un energia e una diversità unica. 

Ti manca l’Italia? Pensi tornerai? Nel caso tornassi potresti fare il tuo lavoro in Italia allo stesso  modo? 

No, penso che noi che viviamo in un altro Paese saremo sempre dei betweeners a cui mancherà  qualcosa dell’uno e dell’altro posto. L’Italia è il paese che amo e tutto questo cercare, questa festa, questo  carrozzone è perchè io sono Italiana, è l’Italia, un paese che adoro ma dove tornerò solo per vacanza o  pensione.

Un consiglio alla te appena partita dall’Italia? 

Vivi 28 ore su 24 , cerca di assaporare, sentire, provare tutto quello che vivere ti può dare, sii te stessa e  orgogliosamente chiedi e vai avanti. 

Dai un consiglio al Regno Unito: 

Apritevi al mondo e lasciatevi andare insegnando ed imparando. 

Dai un consiglio all’Italia: 

Credi in te stessa.

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Born in Verona Emanuel is a never ending challenger seeking for discomfort, he left home 10 years ago to travel the world; now in London he wonders around trying new flavours of life, food and drinks, sipping coffee, and screaming at dirty punky gigs, with the backpack always ready on his bedside.

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