Farinata di ceci and local Turkish Corner Shops

Farinata di ceci and local Turkish Corner Shops

How to prepare an easy and traditional Italian recipe using good quality and low price ingredients.

Ah, Italy, the beautiful Italy we left behind when we decided to move to the UK. Travelling is already an amazing experience, and moving to another country even more so! Add to that the feeling of contributing to a huge melting pot, getting to know the culture and traditions of a totally new place, meeting new people, and trying new food. It’s an incredible feeling, until the honeymoon period comes to an end, and that feeling of nostalgia for the places and food you left behind returns in full force.

Let’s be honest, there’s pretty much nothing you can’t find in a city like London. You can get your hands on almost any type of food or product from any country in the world. There are Italian shops all over the capital, and the only downside tends to be the price. It often comes as a shock when you’re asked to pay five pounds for a kilo of manitoba flour, or six quid for a pack of ground coffee. There are plenty of Italian products in the UK, but they tend to be a bit pricier than they are in Italy, mainly because of the trade and import costs, and the higher cost of living in London. 

As Italians, we’re all obviously born with an innate talent: the ability to cook. Ok, perhaps not up to Michelin-star standard, but a decent recipe is always just a phone call or a Google away. Most of the time, recipes require you to use basic ingredients, which means you can usually rustle something up that will remind you of home. You might be thinking, ”Ok, but where do I actually find those ingredients? Or, ‘They’re so expensive, it would probably be cheaper to go out for dinner!”. True, but have you ever been to your local corner shop? In fact, local corner shops in some areas of London are run by the Turkish community, and the Turkish are very similar to us Italians. The range of cheap, decent ingredients these shops tend to sell is amazing. Basically, if you’re looking for flour, polenta, dry or fresh yeast, rice or fresh bread that tastes fairly similar to good-quality Italian products, you should definitely consider visiting your local Turkish corner shop. Inside, you’ll find a wide range of olives, great cuts of meat, a massive selection of legumes, and one particular ingredient that’s bound to make you fall in love – especially if you’re looking for traditional recipes that are also vegan and gluten free. That’s right, I’m talking about chickpeas. 

Chickpeas are widely used in Middle Eastern cuisine and are prepared in many different ways. Sometimes the whole chickpea is used, and sometimes they’re ground down into a versatile flour. Scroll down to read our traditional Italian recipe for farinata!

Chickpeas originally arrived in Italy through the maritime republics from the Arab world, where they were already very popular. Records suggest that chickpeas were consumed thousands of years ago in puree form. However, legend has it that the recipe for Italian farinata owes its origins to a storm out at sea. One day, in around 1200BC, a group of Genoese soldiers were returning from a battle with Pisa. They were sailing out on the Tyrrhenian Sea with slaves and not much food stock. A storm soon hit, knocking over a few barrels of oil, which mixed with chickpea flour and salty sea water. Hungry as ever, the soldiers and slaves were fed the concoction, which didn’t really go down all that well, and was left out on the deck in the sun. However, the soldiers were soon conquered by a gnawing hunger, and went in search of the mixture, which had adopted a beautiful flavour overnight. After docking in Genova, the Genoese refined the recipe by cooking it in the oven. Farinata later went on to become one of Liguria’s most famous traditional dishes, reaching the likes of Provence, Tuscany (where it’s called Cecina), Sardinia, and Argentina.

Chickpea farinata is easy to make and can be adapted to suit any occasion. If you add more water and eat it right out of the oven, it tends to have a fondue-like consistency, while if you add less water and eat it warm or cold, it tends to have an frittata-like consistency. 

And here’s the famous recipe:

Ingredients

  • 900ml of water
  • 300g of chickpea flour (gram flour)
  • 50ml of extra virgin olive oil
  • 10g of salt

Method
Pour the water into a bowl and slowly add the flour, making sure to whisk out any lumps. Leave overnight as the mix needs to settle for about 7 to 8 hours before going into the oven. (I usually prep the evening before, returning to whisk the mix every now and then. I then cover the bowl before bed.)

The next morning, stir the mix and get rid of the foam on the surface to avoid too many bubbles from forming in the oven.

Add the oil and salt and whisk again. 

Pour the mixture onto three oiled baking trays (around 30cm in diameter). You can use more or fewer trays if you like (making sure to adapt the cooking time), but make sure the mix does not exceed 3cm in height on each tray.

Place the trays in a preheated oven at 250°C degrees for 10 minutes, or 220°C degrees in a fan-assisted oven for 7 minutes on the bottom shelf. 

Next, move the farinata to the top shelf for another 10 to 15 minutes until it turns a deep golden brown in colour.
Add a crack of ground pepper and you’re done! 

Enjoy hot, warm, or cold. 

If you have a wood-burning oven, cook for 10 minutes at 300°C degrees 

If you’d prefer a more aromatic flavour, add some rosemary to the mix the night before, or sprinkle some herbs on top once out of the oven. 

Buon Appetito!! 

Farinata di ceci e corner shop turchi 

Come preparare una ricetta facile e tradizionale usando ingredienti buoni e a basso costo.

Ah, l’Italia, la meravigliosa Italia che ci lasciammo alle spalle quando prendemmo la decisione di salire nel Regno Unito! 

Viaggiare è meraviglioso, trasferirsi in un altro paese lo è ancora di più, mescolarsi con una nuova o svariate culture, apprendere gli usi ed i costumi di un luogo, incontrare nuove persone e provare nuovi cibi. Tutto è meraviglioso finché la fase dell’innamoramento va a scemare e di conseguenza iniziano le nostalgie, la mancanza di casa e soprattutto la mancanza del buon cibo. 

Diciamoci la verità, in una città come Londra nulla viene a mancare e, dal punto di vista della ristorazione, si può accedere a qualsiasi tipo di cucina e prodotto. I negozi di prodotti italiani sono sparsi un po’ in tutta la capitale, l’unica cosa con cui fare i conti è il prezzo degli alimenti e con questo, il conseguente shock di arrivare a pagare cinque sterline un chilo di farina manitoba o sei sterline un pacco di caffè . I prodotti italiani ci sono, ma ovviamente ad un prezzo maggiorato a causa dell’importazione e del costo medio della vita qui. 

Essendo italiani abbiamo la fortuna di possedere quella capacità innata di cucinare? Forse ma,  nel caso non fossimo molto capaci, qualche ricetta è a distanza di una telefonata o di una ricerca su Google. 

Nella maggior parte dei casi si parte da prodotti base e il più delle volte poco o non lavorati che ci permettano di avere come risultato sapori ed odori che ci riportino a casa. Ora direte “ok ma, dove li trovo questi prodotti? Costando così tanto conviene quasi uscire a cena piuttosto che cucinare!” Vero.  Ma… siete mai entrati in un corner shop mediorientale? 

Magari vi stupirà, ma i molti alimentari mediorientali, in particolare turchi, hanno gusti alimentati  molto simili ai nostri e sarete sorpresi dal quantitativo di prodotti base, buoni e ad un prezzo stracciato che potreste trovare. Se aveste bisogno di farina, formaggi, pane fresco, polenta, riso, lievito e chi più ne ha più ne metta, tenete in considerazione uno di questi off licence. La scelta è spesso davvero vasta: dalle olive fresche, alle macellerie di ottima qualità, legumi a dismisura, ed un ingrediente che vi farà innamorare, soprattutto se cercate ricette senza glutine o vegane senza rinunciare alla tradizione: i ceci. 

I ceci, sono un prodotto molto usato nella cucina medio orientale preparati in infinite varianti, partendo sia dal legume base che dalla versatile farina di ceci e, proprio a questa oggi vogliamo dedicare una ricetta tradizionale italiana. 

Questo legume fece il suo ingresso in Italia tramite il commercio delle Repubbliche Marinare, importato dal mondo arabo dove già era ben diffuso e sin dall’antichità si possono trovare informazioni riguardo il consumo di puree di legumi ma, secondo una leggenda, la ricetta della Farinata di Ceci nacque per caso in mare durante una tempesta. 

Lungo la via del ritorno dopo una battaglia tra Genova e Pisa attorno al 1200 DC si dice che una nave genovese piena di prigionieri di guerra si trovò nel bel mezzo di una tempesta che fece ribaltare alcuni barili d’olio mischiando il contenuto con la farina di ceci e l’acqua salata del mare. 

Essendo scarsi di provviste, la ”poltiglia” venne data in pasto all’equipaggio ma questi in parte si rifiutò di mangiarlo lasciando il mix sotto il sole per ore. In seguito, accecati dalla fame decisero di mangiarla scoprendo che fermentando aveva guadagnato un prelibato sapore. 

Fu così che, una volta sbarcati i genovesi affinarono la tecnica cuocendo il preparato in forno rendendolo uno dei piatti della tradizione ligure, che sconfinò poi in Provenza, Toscana (dove si chiama Cecina), in Sardegna, ed in conseguenza alla migrazione degli Italiani, anche in Argentina. 

La farinata di ceci è un piatto semplice e adattabile ad ogni occasione, se mangiato appena sfornato con un quantitativo maggiore d’acqua richiama molto una fonduta, mentre se consumata dopo essersi raffreddata diciamo che potrebbe richiamare la consistenza di una frittata. 

Ecco a voi la ricetta:

Ingredienti:

  • 900 ml d’acqua
  • 300 gr di farina di ceci 
  • 50 ml olio extra vergine 
  • 10 gr di sale 

Preparazione:  Ponete l’acqua in una terrina e versate a pioggia la farina mescolando con una frusta evitando di  creare grumi. Fate questo procedimento due volte: la sera prima della cottura e almeno 7-8 ore prima di cucinare la vostra farinata. [Io di solito preparo l’impasto la sera prima, dando un altro paio di mescolate prima di andare a letto per poi coprirla e mi ricordo di dare un’altra mescolata il mattino seguente per cercare con un cucchiaio di togliere la schiuma formatasi durante la notte, questo mi aiuta ad evitare che si creino troppe bolle durante la cottura.]


Aggiungete ora olio e sale, rimescolate.

Versate l’impasto (molto liquido) in tre teglie precedentemente unte con olio di oliva con un diametro di circa 30 cm, potete usare più o meno teglie a vostro piacimento ma cercate comunque di non superare i 2-3cm di spessore del composto.

A questo punto ponete tutto in forno che avete preriscaldato (se avete un forno statico fate cuocere a 250 gradi per 10 minuti o se è ventilato mettere tutto a 220 gradi per 7 minuti) ricordate di mettere le teglie nella parta bassa del forno per una cottura ottimale. Nel caso disponeste di un forno a legna, 300 gradi per 10 minuti.

Trascorso il tempo necessario ponete la farinata nella parte alta del forno per altri 10-15 minuti, e affinché non risulti in un bel colore dorato quasi nocciola date una spolverata di pepe a piacimento. 

Se voleste aromatizzarla potete lasciare del rosmarino nell’impasto fatto la sera prima o spolverare con erbe la vostra farinata in uscita dal forno. 

La vostra farinata è pronta! Potrete gustarla calda tiepida o anche fredda. 

Buon appetito!! 

[thanks to Bromley International Food Centre for their kindness to help us with the pictures. You can find it at 237 High Street Brompley, BR1 1NZ]

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Born in Verona Emanuel is a never ending challenger seeking for discomfort, he left home 10 years ago to travel the world; now in London he wonders around trying new flavours of life, food and drinks, sipping coffee, and screaming at dirty punky gigs, with the backpack always ready on his bedside.

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Documentarist photographer and urban explorer. Her photography focuses on critical aspects in today’s relationship between people and architecture through either an academic or a fictional approach.

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